spettacolo-laika

9 novembre

Mercoledì 9 ore 21

uno spettacolo di
Ascanio Celestini


con
Ascanio Celestini


e
Gianluca Casadei
alla fisarmonica
e la voce fuori campo
di Alba Rohrwacher


produzione
Fabbrica srl


in co-produzione con
RomaEuropa Festival 2015


e con
Teatro Stabile
dell’Umbria

biglietto veloce

«C’è chi lo conosce come volto della tv e chi come uno tra i massimi esponenti della narrazione a teatro, chi ha letto i suoi libri e chi lo ha seguito nel suo cinema. Ma Ascanio Celestini è molto di più di un artista eclettico. Quando è comparso sulla scena teatrale ha fatto piazza pulita delle vecchie forme di racconto teatrale […]. È un affabulatore che come nessun altro riesce a tenere assieme la critica sociale, il fantastico […] l’iperbole comica […]
“In fondo quello che faccio è mettere a libro paga i miei fantasmi” ha detto una volta ed è proprio quella la forza del suo teatro: dare voce a quei fantasmi che la voce non ce l’hanno più. O la cui voce non sappia­mo più ascoltare.
Celestini quelle storie le conosce bene. Le ritroviamo nel suo ultimo la­voro, «Laika», dove sbuca perfino un Gesù tornato sulla terra per capire cosa è diventata oggi l’umanità. E per farlo si apposta davanti a un par­cheggio di un supermercato di periferia […]
Ma il Gesù di Ascanio è un Gesù cieco, un Gesù che forse non è nem­meno tanto sicuro di essere davvero il messia e ha bisogno di qualcuno che gli racconti cosa succede. Quel qualcuno è Pietro […] che nello spettacolo ha la voce bambina di Alba Rohrwacher. […]
Ma cosa c’entra, in tutta questa storia, la cagnetta Laika che i sovieti­ci spedirono nello spazio nel ’57 e che […] fu per poche ore “l’essere vivente più vicino a dio”? Cosa c’entra Stephen Hawking che cerca di dimostrare l’inesistenza di Dio (e Dio lo punisce mettendolo sulla sedia a rotelle, scherza cinico Celestini) con un Cristo che torna sulla terra scegliendo come punto di osservazione la periferia di una città? Ascanio ce lo racconta in uno spettacolo in grado di tenere assieme opposti lon­tanissimi come le contraddizioni della nostra contemporaneità.
Ed è un accostamento felice. […] Laika è una delle migliori prove teatrali del Celestini degli ultimi anni: denso, poetico, allucinato […]Per levità e intensità ricorda “La leggenda del santo bevitore”[…]
[…] Il teatro, si sa, è il luogo privilegiato per dialogare con i fantasmi e con le rimozioni, e Celestini lo fa tendendo assieme il comico col tragico, come nella migliore tradizione del teatro, dove la poesia è l’anticamera della speranza pur essendo allo stesso tempo l’unico paio di occhiali con cui riusciamo a sostenere lo sguardo sull’abisso».

 

(Graziano Graziani – minimaetmoralia.it)

 

«Sta sempre con gli ultimi, Ascanio Celestini […] Don Chisciotte non vedente (come Edipo, come Tiresia) di discendenza mitico-spirituale […] Celestini è un giovane Gandhi della nostra scena …»

 

(Rodolfo Di Giammarco – La Repubblica)