PERCORSI D'OPERA Cos'é l'opera? Scena, azione musica. Macchine sceniche, costumi sfarzosi, giochi di luce. Prima del debutto, l'opera ha una sua vita lunga e tortuosa, ai piú sconosciuta: sarti e carpentieri, cantanti e attori, audizioni, direttore e regista... Per il secondo anno consecutivo il Teatro Manzoni propone con l'As.Li.Co dei percorsi intorno all'opera: esperti musicologi incontrano gli artisti della produzione per svelare i segreti della messa in scena, raccontare l'intreccio ed ascoltare insieme al pubblico i passi salienti dell'opera. L'incontro a cura di Francesco Rocco Rossi si terra' il 26 marzo alle ore 18.00 Sala Teodolinda, foyer ammezzato (entrata libera fino a esaurimento dei posti) Prenotate la vs presenza via mail a cristina@teatromanzonimonza.it o telefonando a 039 386 500 NOTE DI REGIA Immagino il nostro Don Giovanni come una fosca fiaba notturna.Con la paurosa leggerezza di una storia di ammazzamenti e fantasmi, raccontata in una cupa notte di luna. Fiaba ambientata in un fragile teatrino. Ma non completo, piuttosto ciò che ne resta, le rovine di un teatrino settecento o forse barocco. Lo scheletro di un boccascena, con ancora attaccati i lembi di un sipario stracciato e svolazzante. Come grandi tende di una finestra spalancata di colpo dal vento, perché inizia un temporale estivo.Ecco, immagino un Don Giovanni proprio come un temporale estivo. Improvviso, inatteso, eccessivo. Che arriva rapido, sconvolge e scompare in fretta, lasciando addosso un brivido. Come una passione, un innamoramento che sconvolge e lascia poi svuotati. E immagino un mare, la presenza del mare, in qualche modo. Forse un fondale che ondeggia dietro al teatrino e che vive di una sua cupa, profonda luminosità bluastra. Un mare sipario e un sudario, testimone della eterna vicenda tra il cielo e la terra. Immagino ombre, che si inseguono, si ingrandiscono e si deformano sul sipario, al lume di candelabri tenuti da servitori smarriti. Un carosello di ombre di corpi, uomini e donne, che si abbracciano in amplessi o si contorcono come fossero divorati dalle fiamme. E così immagino il nostro Don Giovanni come il protagonista di un gioco spiccatamente, dichiaratamente, ostentatamente teatrale. Giovane affascinante antieroe, tutto preso da questo gioco scenico fatto di nulla, in cui il travestimento, la rappresentazione di se stessi come vittime o come persecutori, come seduttori o sedotti, sia impudicamente ostentata. Persino infantile, a volte, nella sua semplicità. E in cui la relazione con il compagno di giochi Leporello riprenda ritmi, dinamiche e schemi corporei che affondano le loro radici nella vivace tradizione dei comici dell'Arte. Stefano de Luca Regista - STEFANO DE LUCA Inizia il suo percorso di formazione con Marco Baliani e Carlo e Iva Formigoni nella compagnia CREST di Taranto, lavorando per due anni come attore nel teatro ragazzi. Viene ammesso nel 1987 al ICorso per attori Jacques Copeau della Scuola di Teatro del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler. Si diploma nel 1990. Si diploma nel 1995 al I Corso per assistenti alla regia alla Scuola di Teatro di Giorgio Strehler, con un saggio su L'eccezione e la regola di Bertold Brecht. Segue dei seminari con Peter Brook, Ian Mc Kellen, Carolyn Carlson al Piccolo Teatro, Cicely Berry alla Royal Shakespeare Company. Frequenta la scuola di Lev Dodin al Maly Teatr di San Pietroburgo, per un corso di perfezionamento. È assistente allaregia di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro dal 1995 al 1998, nei seguenti spettacoli: L'isola degli schiavi di Marivaux, L' eccezione e la regoladi Brecht, L anima buona di Sezuan di Brecht, Madre Coraggio di Sarajevo da Brecht, Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, La grande magia di Eduardo. È assistente di LambertoPuggelli in: L'Avaro di Moliére, con P. Villaggio (1996/97); Il malato immaginario di Moliére, con F. Branciaroli (1999). È assistente di Carlo Battistoni in: Lux in tenebris di Brecht (1995/96); Le nozze dei piccolo borghesi di Brecht; Quanto costa il ferro? di Brecht, con P. Rossi al Piccolo Teatro di Milano(1996). È assistente di Ferruccio Soleri in: Arlecchino e gli altri di L. Lunari a S. Pietroburgo; La serva padrona di Pergolesi con La Petite Bande, Concertgebouw ad Amsterdam (1999). È assistente di Guido Ceronetti in M'illumino di tragico al Piccolo Teatro di Milano (2002). ORCHESTRA 1813 Costituita dall'As.Li.Co. nel 2007, l'Orchestra 1813 ha debuttato ne Il Re Pastore di Mozart, sotto la direzione musicale di Bruno Dal Bon. Partecipe in questi anni dei progetti e dei circuiti promossi dall'As.Li.Co. (Pocket Opera, Opera domani), ha preso parte a numerose produzioni liriche in un calendario intenso di lavoro: L'elisir d'amore, Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Don Pasquale, Madama Butterfly, L'Italiana in Algeri (Pocket Opera), The Fairy Queen, Così fan tutte, Hänsel e Gretel (Opera domani), La serva padrona (Stagione notte 07/08). Nell'estate del 2008 ha suonato inoltre alla prima edizione del Festival Como città della musica, partecipando alla produzione di Madama Butterfly. Protagonista dell'intera stagione concertistica del Teatro Sociale di Como e coinvolta in numerosi concerti sul territorio in collaborazioni con le istituzioni cittadine e gli enti locali, ha lavorato con direttori quali: Manlio Benzi, Matteo Beltrami, Alessandro D'Agostini, Alessandro Ferrari, Pietro Mianiti, Giuseppe Sabbatini, Carlo Tenan, ed ha collaborato con solisti di fama quali: Ramin Bahrami, David Garrett, Stefano Montanari, Mischa Maisky, Francesco Manara, Danilo Rossi, François-Joel Thiollier e il Quartetto della Scala.
|