macbeth-spettacolo

Dal 26 al 29 gennaio

Giovedì 26 ore 21
Venerdì 27 ore 21
Sabato 28 ore 21
Domenica 29 ore 16

di
William Shakespeare


traduzione di
Agostino Lombardo


regia di
Franco Branciaroli


scene di
Margherita Palli


costumi di
Gianluca Sbicca


luci di
Gigi Saccomandi


con
Franco Branciaroli e
Valentina Violo


e con
Tommaso Cardarelli
Enzo Curcurù
Stefano Moretti
Fulvio Pepe
Livio Remuzzi
Giovanni Battista Storti


produzione
CTB Centro Teatrale
Bresciano – Teatro
de Gli Incamminati

biglietto veloce

Appuntamento con la grande tradizione del teatro shakespeariano con il Macbeth, ultima fatica registica e attoriale di Franco Brancia­roli, protagonista assoluto della tragedia nera che porta in scena l’inquietante parabola della seduzione dell’anima al male e del sov­vertimento delle leggi morali e naturali.
«Macbeth parla di un mondo esterno in guerra, dove efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quan­to preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. «Macbeth sceglie di portare la violenza all’interno. Se in più anche la parte femminile si snatura e prende caratteristiche maschili, allora il caos è totale. Macbeth viene infatti ‘sedotto’ all’ambizione dalle streghe e indotto all’assassinio da sua moglie. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e na­turali e dell’ambiguità, del caos, della distruzione che ne consegue. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: Il bello è brutto, e il brutto è bello».

 

(Franco Branciaroli – Note di regia)

 

«…bella e fungente scatola scenica di Margherita Palli: uno spazio concentrazionario e bigio, gelido e quasi metafisico, un luogo dell’a­nima (o della sua assenza)».

 

(Nino Dolfo – Corriere della Sera)

 

«…Il predominio dell’oscurità, con luci taglienti ora calde ora fredde e l’inserimento di baluginati espedienti spettrali, di grande sugge­stione rendono la scena partecipante ai tragici fatti narrati. […] Bran­ciaroli (Macbeth) insinua nella recitazione una tendenza ironica, su­scitando una comicità normalmente inusitata nel suo personaggio».

 

(Stefania Landi – Teatro.it)