Vincent Van Gogh2019-11-06T14:19:21+01:00

Dal 15 al 17 novembre 2019

venerdì 15 e sabato 16 ore 21.00, domenica 17 ore 16.00

Alessandro Preziosi in

Vincent Van Gogh – L’odore assordante del bianco

Alessandro Preziosi in Vincent-Van-Gogh-L'odore-assordante-del-bianco

Di

Stefano Massini


Regia

Alessandro Maggi


Con

Alessandro Preziosi

e con

Francesco Biscione

Massimo Nicolini

Roberto Manzi

Alessio Genchi

Vincenzo Zampa


Scene e costumi

Marta Crisolini Malatesta


Disegno luci

Valerio Tiberi

Andrea Burgaretta


Musiche

Giacomo Vezzani


Supervisione artistica

Alessandro Preziosi

È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare…

Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco?

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.


Il testo di Stefano Massini è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.). Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.


Il serrato dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso.

Il suo è un ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.

Note di regia

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi