IO

19 marzo

Domenica 19 ore 21

con
Antonio Rezza


regia di
Flavia Mastrella e
Antonio Rezza


quadri di scena di
Flavia Mastrella


(mai) scritto da
Antonio Rezza


assistente alla creazione
Massimo Camilli
disegno luci di
Maria Pastore

biglietto veloce

«Attenti, in scena c’è un vero anarchico totale […] una voce scavata e burina dentro un corpo dinamicamente inquieto, capace di far saltare dalla sedia il pubblico[…]
L’impianto pittorico di Flavia Mastrella consiste […] di una serie di teli pronti a divenire abiti, di tovaglie di pizzo, di veli multicolori appesi a una struttura da sartoria o da teatrino di marionette da cui però facilmente si sganciano per permettere così al multiforme spiritato protagonista di attardarsi tra un pertugio e l’altro per un gioco dell’oca o di avvolgersi in un lungo centrino traforato per una doccia ma anche e soprattutto di liberarsi dalla gabbia per andare a passeggiare in proscenio.
Può acquistare un’identità propria distinta da quella dei tanti “loro” che lo generano che lo curano, lo coccolano, lo accudiscono affannando­si ad affogarlo nella melassa dell’abitudine: ed è un Io un po’ folletto dentro un salvagente giallo che scopre la vita e si ribella a ogni forma di costrizione, dando anche il titolo allo spettacolo […] un anarchico totale intollerante alla patina di buoni sentimenti, luoghi comuni, falsità da proverbio in cui è immerso: è una specie di mostruoso “infante” non prodigio che “si fa simpatico” e riesce a ereditare gli umori dei molti monelli dispersi nella letteratura, portandoli nella cronaca con un tocco trucido in più che costituisce la firma di Rezza.
Via via a lasciarci le penne nelle sue invettive da Cecco Angiolieri sono i genitori, i vecchi, i bambini, i giovani, gli ideali completi del nostro “Mu­lino bianco” televisivo […]
Una comicità nera e provocatoria parente di Ciprì e Maresco ma con un guizzo vitale in più in grado di irritare ma anche di far rotolare dalle risate […]
A questo livello di ritmi, trovate e attacchi incalzanti, la carica di male­dettismo di Rezza e Mastrella è come un sorso d’acqua fresca da deglu­tire tirando un respiro nella melma delle risate precotte e degli spettacoli omologati da cui siamo sommersi».

 

(Franco Quadri – La Repubblica)

 

« […] il guerriero burattino, l’intellettuale del corpo scatenato, l’incan­tatore crudele, il tragicamente qualsiasi che è in tutti noi, il principe co­stante degli attori indipendenti […] Rezza ci spezza, ci scava, ci anato­mizza moltiplicandosi, dividendosi, confondendosi, voce e corpo, voce di altro corpo, voce senza corpo. […] Rezza non è solo un comico: è un intellettuale inquieto che attraverso la risata distrugge credenze, illusio­ni, sicurezze, apparenze. In cerca dell’altro Io, degli altri Io: che seppel­liamo tutti i giorni».

 

(Massimo Marino – Corriere della sera)