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Benvenuto al Teatro Manzoni di Monza: scopri la nuova stagione teatrale, gli spettacoli in programma, biglietti, abbonamenti e tutte le novità. Stagione Teatrale 2025/26 Scopri Stagione Teatrale 2025/26 Scarica il libretto della Stagione 2025/26 Grande Prosa Altri Percorsi Eventi Speciali Stand-up Comedy Calendario Prossimi spettacoli Stagione Teatrale 2025/26 Spettacoli di MARZO venerdì 6 marzo ore 21.00 Sorry, Boys Scopri domenica 8 marzo ore 21.00 Fulminata Scopri mercoledì 11 marzo ore 21.00 UmanaMENTE Intelligenza artificiale e pensiero critico Scopri venerdì-sabato-domenica 13-15 marzo ven. sab. ore 21.00 domenica ore 16.00 Lisistrata Scopri venerdì 20 marzo ore 21.00 Autoritratto Scopri venerdì-sabato-domenica 27-29 marzo ven. sab. ore 21.00 domenica ore 16.00 L'Empireo Scopri Chi siamo Il Teatro Inaugurato nel 1955 su iniziativa di Gino Cardin e Ambrogio Moro, il cineteatro Manzoni di Monza, progettato dall’ingegner Fumagalli, si distingue per l’elegante foyer vetrato e le raffinate decorazioni artistiche. Pensato sin dall’origine anche per attività teatrali, negli anni ’90 è stato convertito in teatro stabile. Dal 2014 la gestione è affidata alla Scuola Paolo Borsa. Scopri Affitta il Teatro Enti e convenzioni Per le aziende Resta aggiornato News Vai alle news → I nostri Sponsor Main sponsor
- Stagione teatrale | Teatro Manzoni di Monza
Scopri la stagione teatrale 2025‑2026 del Teatro Manzoni di Monza: spettacoli esclusivi, grandi nomi, appuntamenti imperdibili. Compra i tuoi biglietti ora! Stagione Teatrale 2025/26 Grande Prosa Altri Percorsi Eventi Speciali Stand-up Comedy Grande Prosa grandeprosa Dal 17 al 19 ottobre 2025 Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek con Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino, Erik Tonelli e con Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella Scopri Dal 14 al 16 novembre 2025 Ciarlatani da Los Farsantes di Pablo Remón con Silvio Orlando e con Francesca Botti, Davide Cirri, Blu Yoshimi Scopri Dal 12 al 14 dicembre 2025 Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta regia e adattamento Leo Muscato con Gianfelice Imparato Scopri Dal 23 al 25 gennaio 2026 Il malato immaginario di Molière regia Andrea Chiodi con Tindaro Granata e Lucia Lavia e con Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi, Ottavia Sanfilippo Scopri Dal 6 all’8 febbraio 2026 Mein Kampf di e con Stefano Massini da Adolf Hitler Scopri Dal 13 al 15 marzo 2026 Lisistrata di Aristofane regia Serena Sinigaglia con Lella Costa e con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini Scopri Dal 27 al 29 marzo 2026 L’Empireo di Lucy Kirkwood regia Serena Sinigaglia con Giulia Agosta, Alvise Camozzi, Matilde Facheris, Viola Marietti, Francesca Muscatello, Marika Pensa, Valeria Perdonò, Bruna Rossi, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Anahì Traversi, Arianna Verzeletti, Virginia Zini, Sandra Zoccolan Scopri Dal 17 al 19 aprile 2026 Nel Blu Avere tra le braccia tanta felicità di e con Mario Perrotta musiche Domenico Modugno arrangiamenti ed ensemble Vanni Crociani, Mario Perrotta, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci Scopri altripercorsi Altri Percorsi 13 febbraio 2026 Nome di Battaglia Lia di Renato Sarti con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti Scopri 6 marzo 2026 Sorry, Boys - Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze di e con Marta Cuscunà progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani Scopri 20 marzo 2026 Autoritratto di e con Davide Enia musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri Scopri 9 aprile 2026 Una piccola Odissea di e con Andrea Pennacchi musiche dal vivo di Giorgio Gobbo, Gianluca Segato e Annamaria Moro Scopri 8 maggio 2026 Vorrei una voce di e con Tindaro Granata con le canzoni di Mina ispirato dall’incontro con le detenute-attrici della Casa Circondariale di Messina Scopri Eventi Speciali eventi speciali 27 settembre 2025 Paolo Jannacci Duet - Jazz Paolo Jannacci con alla tromba Daniele Moretto Serata di presentazione della stagione teatrale 2025/26 Scopri 26 ottobre 2025 Concerto Orchestra Canova direttore Enrico Pagano pianoforte Konstantin Emelyanov musiche di Beethoven e Mozart Scopri 22 novembre 2025 Hair The tribal Love-Rock Musical di James Rado e Gerome Ragni musiche di Galt MacDermont regia, scene e costumi Simone Nardini Scopri 19 dicembre 2025 Ennio Morricone Inseguendo quel suono voce narrante Alessandro De Rosa fisarmonica Fausto Beccalossi chitarra Claudio Farinone Scopri 17 gennaio 2026 Happy days - Il Musical ideato da Garry Marshall musiche e testi di Paul Williams regia Adriano Tallarini Scopri 29 gennaio 2026 Il mondo dell'informazione nell'era dell'IA con Milena Gabanelli moderatore Luciano De Fiore Incontri UmanaMENTE Scopri 11 marzo 2026 Intelligenza artificiale e pensiero critico con Tomaso Montanari Incontri UmanaMENTE Scopri Stand-up Comedy standupcomedy 20 febbraio 2026 Out of office di e con Giorgia Fumo regia di Enrico Zaccheo supervisione testi Manuela Mazzocchi Scopri 8 marzo 2026 Fulminata di e con Annagaia Marchioro regia di Teresa Mannino scritto da Annagaia Marchioro con Teresa Mannino e Giovanna Donini Scopri 23 aprile 2026 (In)grato con Antonio Ornano , autori Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto e Carlo Turati regia Alessandro Nidi Scopri
- Enti e convenzioni | Teatro Manzoni di Monza
Il Teatro Manzoni di Monza offre a Cral, Aziende, Associazioni, Enti pubblici e privati la possibilità di attivare una convenzione esclusiva per ottenere sconti speciali su abbonamenti e biglietti degli spettacoli in cartellone. Enti e Convenzioni Convenzioni per Cral, Aziende, Associazioni ed Enti. Il Teatro Manzoni di Monza offre la possibilità di attivare una convenzione esclusiva per ottenere sconti speciali su abbonamenti e biglietti degli spettacoli in cartellone. MODULO CONVENZIONI Come attivare una convenzione: Compila e invia il modulo, riceverai una conferma non appena la tua convenzione sarà attiva. Approfitta delle convenzioni Teatro Manzoni Monza per offrire ai tuoi associati, dipendenti o iscritti un vantaggio esclusivo sull'acquisto di biglietti per spettacoli teatrali di alta qualità.
- Teatro Piccolo Così | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Piccolo Così al Teatro Manzoni di Monza: spettacoli per bimbi 12 mesi–6 anni (ore 10:30) da aprile e a maggio 2026. Prevendita dal 12 marzo. Aprile-Maggio 2026 Prevendita biglietti presso il Teatro Manzoni e online a partire dal 12 marzo 2026 TEATRO PICCOLO COSÌ 12 APRILE | 19 APRILE | 26 APRILE | 10 MAGGIO PICCOLI SPETTACOLI TEATRALI PER PICCOLO PUBBLICO CURIOSO dai 12 mesi ai 6 anni INIZIO SPETTACOLI ORE 10:30 Nei giorni di spettacolo apertura cassa ore 10:00 Prevendita biglietti presso il Teatro Manzoni e online a partire dal 12 marzo 2026 Prenotano tutti, grandi e piccini… e pagano tutti, picci e grandini L’acquisto del biglietto garantisce l’accesso agli eventi. 80 posti disponibili. I posti non sono numerati. 7 € a biglietto Tutti gli spettacoli si terranno presso la Sala Banterle, situata al piano ammezzato del Teatro Manzoni. Il pubblico prenderà posto, in prossimità dello spazio scenico, su cuscini, seggioline, tappetini e… sedie vere. Per info: +39 334 809 6182 12 aprile COSA C’È…? dai 12 mesi ai 2 anni | 35 minuti delleAli TEATRO Acquista il biglietto Bianco come il pane, le nuvole e la mozzarella ecco che un grande fazzoletto si trasforma in una casa/tenda con un fuori e un dentro dove con la mano, il naso ci si può intrufolare, con l’occhio guardare, e scoprire! E poi ancora…microcosmi di suoni, odori, forme, oggetti, colori, pezzetti di mondo dentro i quali si nascondono altri pezzetti di mondo. Un personaggio lieve e curioso vi si aggira, toccando, ascoltando, rovesciando, svelando, guardando le cose da dentro e da fuori, risuonando i rumori e le cose, intessendo il suo viaggio. Uno spettacolo sulla curiosità, sull’aprire e chiudere, sul mostrare e nascondere, sul sentire, toccare, guardare. Sullo stare dentro e stare fuori. Per facilitare la scoperta delle relazioni spaziali. 19 aprile JAZZOLE. Storie e coccole in chiave jazz Concerto partecipativo con storie da inventare e musicare col pubblico dai 2 ai 6 anni | 50 minuti Realtà Debora Mancini Acquista il biglietto Momenti per giocare con la musica, il jazz, le parole. Cos’è una jazzola? Una jazzola è…una jazzola! Ecco la ricetta. Per fare una jazzola occorrono: amore quanto ne potete contenere, qualche storia per le orecchie, due filastrocche per gli occhi, molte parole condite con fantasia, coccole e bacetti a volontà, pizzichi e stropicciate q.b. e tanta musica. 26 aprile SILENZIOSI ANIMALETTI Silent book e storie di taciturni insetti dai 4 ai 6 anni | 45 minuti FraTeatroeInfanzia Acquista il biglietto Lettura teatralizzata per raccontare storie senza parole. Grazie a un alfabeto sonoro insolito, a una bacchetta tintillante e all’aiuto del pubblico, sarà possibile inoltrarsi, curiosare e indagare il misterioso e affascinante universo-insetto… E prima di scoprire la vera natura della raccontatrice ci sarà anche l’occasione di giocare e scovare insetti silenziosi e un po’ timidi nascosti tra le pagine dei libri. Una divertente e insolita esplorazione del regno animale più ricco di specie, vissuta attraverso la lettura/visione dei “silent book”, i libri senza testo. 10 maggio PALLA PALLINA dai 12 mesi ai 2 anni | 40 minuti Cristina Calì Acquista il biglietto Oh… arriva una pallina, un’altra… e un’altra ancora! La pallina animaletto e quella che suona, la pallina che semina il sale e quella morbida che si lascia mordere, la pallina che punge e quella grande grande su cui… addormentarsi. Ma ce ne sono proprio tante! Palline di pesi, misure, materiali e colori diversi, tutte da giocare. E poi luci colorate che rotolano insieme alle musiche, e l’attrice che prova a fare le acrobazie come le sue rotonde amichette… Ma ci riesce? Piccole azioni, emozioni, storie, che nascono giocando, anche senza parole.
- Il Teatro | Teatro Manzoni di Monza
Il Teatro Manzoni di Monza: patrimonio culturale tra tradizione e innovazione. Storia, architettura e missione di un luogo d’arte per tutti. Una storia fatta di arte, cultura e passione, che continua a vivere ogni giorno. Nel 1953, Gino Cardin e Ambrogio Moro decisero di realizzare un nuovo cineteatro nel cuore di Monza. Il Teatro Manzoni, nato da un progetto dell’ingegner Fumagalli, apre le sue porte il 9 settembre 1955. Fin dall’inizio si afferma come uno dei luoghi simbolo della cultura a Monza, diventando un punto di riferimento per generazioni di spettatori. L’edificio si distingue per il suo ampio foyer vetrato, che valorizza gli eleganti scaloni d’accesso alla sala. Ogni angolo racconta attenzione e cura: dai soffitti decorati alla colonna scolpita da Oliva accanto al botteghino, fino al bar e alle vetrine espositive. Al piano ammezzato, un secondo foyer conduce alle gradinate superiori, arricchito dall’affresco di Ghino Baragatti dedicato alla Regina Teodolinda, un omaggio alla storia della Città. La sala, costruita a gradoni per offrire una visione perfetta da ogni posto, è dotata di impianti moderni e funzionali. Fin dall’inizio, il progetto prevedeva un utilizzo anche teatrale: il palcoscenico del Manzoni ha accolto negli anni compagnie di prosa, operetta, concerti e spettacoli lirici, passando progressivamente dal cinema al teatro. A partire dagli anni Novanta, il teatro si dedica esclusivamente alla programmazione teatrale, con interventi strutturali e scenici per renderlo sempre più accogliente e funzionale. Nel 1992 la direzione artistica è stata affidata ad Emanuele Banterle, figura centrale per lo sviluppo culturale del teatro, cui è stato intitolato il foyer nel 2012. Dal 2014, la gestione è passata all’Azienda Speciale di formazione “Scuola Paolo Borsa” e la Direzione Artistica è affidata a Paola Pedrazzini che ancora oggi ne cura attività e programmazione. Una storia fatta di arte, cultura e passione, che continua a vivere ogni stagione. Gestione e organizzazione Azienda Speciale Scuola Paolo Borsa Scopri Direzione Artistica Dr. Paola Pedrazzini CV Paola Pedrazzini
- Affitta il teatro | Teatro Manzoni di Monza
Affitta il Teatro Manzoni di Monza per eventi aziendali, conferenze, spettacoli o cerimonie. Una location prestigiosa nel cuore della città. Affitta il Teatro Manzoni Cerchi una location elegante, prestigiosa e perfettamente attrezzata per il tuo evento? Il Teatro Manzoni di Monza è disponibile per l’affitto e rappresenta la scelta ideale per organizzare eventi aziendali, culturali e istituzionali in un contesto unico nel suo genere. CONTATTACI Il Teatro è adatto per: Spettacoli teatrali e concerti dal vivo Convegni, conferenze e meeting aziendali Seminari, saggi, presentazioni e cerimonie Eventi culturali, workshop, festival ed eventi privati Situato nel cuore del centro storico di Monza, a pochi passi dalla stazione e dai principali punti d’interesse, il Teatro Manzoni unisce fascino architettonico e funzionalità moderna. La sala teatrale conta 779 posti distribuiti in platea, balconata e galleria ed è dotata di impianti audio-luci professionali, camerini, foyer accogliente e staff tecnico qualificato per garantire la perfetta riuscita di ogni evento.
- Nel Blu - Avere tra le braccia tanta felicità | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli Nel Blu Avere tra la braccia tanta felicità uno spettacolo di e con Mario Perrotta collaborazione alla regia Paola Roscioli musiche Domenico Modugno arrangiamenti ed ensemble Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci, Mario Perrotta produzione Permar Compagnia Mario Perrotta Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con il contributo di Regione Emilia Romagna Comune di Medicina in collaborazione con Teatro Ruggeri di Guastalla Teatro Asioli di Correggio, Duel Foto di Luigi Burroni venerdì 17 aprile 2026 | h. 21.00 sabato 18 aprile 2026 | h. 21.00 domenica 19 aprile 2026 | h. 16.00 Scopri gli abbonamenti Acquista il biglietto C’è stato un momento in cui il nostro paese - e una gran parte di mondo - è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958, gli anni subito prima e subito dopo l’inizio del boom economico. La gente era - o sembrava - felice, carica di futuro negli occhi. E se c’è un uomo che incarna tutto questo nel suo corpo, se c’è uno che con la sua voce, con la spinta vitale che ha abitato ogni suo passo, rappresenta appieno quegli anni, quest’uomo è Domenico Modugno. Con una sola canzone rende l’intero occidente felice di esistere. Eppure lui sapeva di lavorare sull’effimero, sull’impalpabile ma, nonostante tutto, si ostinava a crederci: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista». E lo fa con ostinazione, con tormento interiore, ma fino in fondo. Nel blu è il racconto intimo di un uomo di una terra dimenticata da Dio - quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del regno ancora per decenni - che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova, dopo pochi anni, a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via con un urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra. Un racconto di un’esistenza guascona e testarda in cui i musicisti/compositori che condividono il palco con Perrotta sono l’altra voce di Domenico Modugno, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare.
- Il Medico dei Pazzi | Teatro Manzoni Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta regia Leo Muscato con Gianfelice Imparato scene Federica Parolini costumi Silvia Aymonino luci Alessandro Verazzi musiche originali Andrea Chenna coproduzione Compagnia Mauri Sturno In occasione del CENTENARIO DELLA MORTE di Eduardo Scarpetta (29 novembre 1925) venerdì 12 dicembre 2025 | h. 21.00 sabato 13 dicembre 2025 | h. 21.00 domenica 14 dicembre 2025 | h. 16.00 Scopri gli abbonamenti Il medico dei pazzi è una delle più spassose commedie di Eduardo Scarpetta, una macchina perfetta dell’equivoco. Scritta nel 1908, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca, ricco proprietario terriero – un po’ ignorante, molto ingenuo e ancor più provinciale – che da anni finanzia gli studi di suo nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo si sia laureato in medicina e diriga un prestigioso manicomio. Peccato che Ciccillo, invece di studiare, abbia speso tutto in divertimenti e gioco d’azzardo e sia perennemente minacciato dai suoi creditori. Quando Don Felice decide di fargli una sorpresa e si presenta a Napoli con la moglie, il nipote, colto alla sprovvista, improvvisa una bugia colossale: la Pensione Stella, dove vive, non è una comune pensione, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice, vedendo gli eccentrici ospiti della pensione, si convince che siano pazienti e, da quel momento, la commedia si trasforma in un vortice di malintesi e situazioni paradossali, scene talmente iconiche da essere entrate nella memoria collettiva del teatro napoletano. E a un certo punto il più matto di tutti sembra proprio Sciosciammocca, e la sua stessa identità comincia a vacillare. In questa nostra versione, spostiamo la vicenda di qualche decennio più avanti. Siamo fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, ed è appena entrata in vigore la Legge Basaglia, che abolisce i manicomi suscitando molta diffidenza nei confronti delle nuove strutture di cura, soprattutto per un provinciale ingenuo come Don Felice. Trasportare Il medico dei pazzi nella Napoli degli anni Settanta permette di giocare con un’estetica esuberante e iconica: basettoni, occhiali enormi, pantaloni a zampa e una colonna sonora senza tempo. Ma oltre al divertimento, emerge una riflessione più profonda: se tutti possono essere scambiati per qualcun altro, chi siamo davvero? E sul finale, mentre il pubblico ride, Don Felice, con il cuore gonfio di delusione, capisce di essere stato gabbato come un povero scemo: il suo adorato nipote, quello per cui ha sacrificato anni e denaro, lo ha raggirato con la spudoratezza di chi bara a carte con un cieco. Sorride amaramente, si stringe nella sua giacchetta da provinciale fuori posto. Forse è davvero lui il più matto di tutti, perché, nonostante tutto, non riesce a negare a nessuno il lusso di un poetico lieto fine.
- L'Empireo | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli L'Empireo “The Welkin” di Lucy Kirkwood regia Serena Sinigaglia con (in o.a.) Giulia Agosta, Alvise Camozzi, Matilde Facheris, Viola Marietti, Francesca Muscatello, Marika Pensa, Valeria Perdonò, Bruna Rossi, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Anahì Traversi, Arianna Verzeletti, Virginia Zini, Sandra Zoccolan traduzione Monica Capuani e Francesco Bianchi dramaturg Monica Capuani consulenza allo spazio scenico Maria Spazzi costumi Martina Ciccarelli disegno luci Christian LaFace sound design Sandra Zoccolan assistente alla regia Michele Iuculano consulenza canora Francesca Della Monica consulenza movimento Riccardo Micheletti Produzione Teatro Carcano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, LAC - Lugano Arte Cultura, Teatro Bellini di Napoli venerdì 27 marzo 2026 | h. 21.00 sabato 28 marzo 2026 | h. 21.00 domenica 29 marzo 2026 | h. 16.00 Scopri gli abbonamenti Acquista il biglietto Corale, militante, avvincente, divertente: ambientato nell’Inghilterra rurale del Settecento, L’Empireo affronta le questioni fondamentali della vita delle donne di ogni epoca. «… È proprio strano che conosciamo il movimento di una cometa lontana migliaia di chilometri più di come funzioni il corpo di un donna…» Lucy Kirkwood L’Empireo (The Welkin), della pluripremiata drammaturga britannica Lucy Kirkwood, è uno spettacolo diretto da Serena Sinigaglia per riflettere sulle tematiche di genere senza retorica grazie a un testo militante, avvincente e divertente. È un testo estremamente monumentale e ambizioso: ambientato a metà del Settecento nell’Inghilterra rurale, racconta la storia di una giuria di dodici donne convocate da un giudice che non può giustiziare per omicidio una ragazza perché si dichiara incinta. La giuria femminile dovrà decretare la verità o meno di questa affermazione, e avrà in questo modo su di lei potere di vita o di morte. Da questo microcosmo femminile, emergono le questioni fondamentali e intramontabili della vita delle donne di qualsiasi epoca. Primo tra tutti, il trattamento iniquo che la legge scritta dagli uomini esercita ancora oggi sulle donne e sul loro corpo. Epica, coralità, sfumature tragicomiche: L’Empireo è tutto questo insieme. È un testo teatrale che affronta le tematiche di genere senza concedere nulla alla retorica e alla banalità. È secco, ruvido, vero, al pari della realtà. E poi dà spazio alle attrici, 19 personaggi di cui 17 femminili. Una bella inversione di tendenza rispetto alla media dei personaggi pensati e scritti per le donne. Un happening militante, avvincente, divertente, con un cast d’eccezione che viaggia dentro la scrittura della Kirkwood, dentro ai corpi e agli umori delle 12 matrone, dell’imputata, del giudizio di un cielo tanto luminoso quanto impotente, nella vana speranza che una cometa passi e cambi la storia.
- Autoritratto | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli Autoritratto di e con Davide Enia musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri luci Paolo Casati suono Francesco Vitaliti si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena una co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi Foto © Andrea Veroni venerdì 20 marzo 2026 | h. 21.00 Scopri gli abbonamenti Acquista il biglietto In Autoritratto , Davide Enia scava nella memoria personale e collettiva per affrontare una delle ferite più profonde della storia italiana: la mafia. Ma lo fa da una prospettiva inattesa e coraggiosa, interrogando prima di tutto sé stesso. “Io non ho nessun ricordo del 23 maggio 1992. Non ricordo dove fossi, con chi, quando e dove ho appreso la notizia della bomba in autostrada che ha ucciso il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e alcuni agenti della scorta” confessa l’autore. Un vuoto che si fa origine di indagine, atto teatrale, percorso emotivo. Perché, in Sicilia, la mafia non è mai solo un fatto esterno, è un’ombra che si insinua nel quotidiano, nei legami familiari, nella lingua, nella cultura, nel modo stesso di stare al mondo. Attraverso una riflessione lucida e lacerante, Enia mette in scena un “autoritratto” che è anche ritratto di un popolo intero. Ogni palermitano ha vissuto sulla pelle il contatto con Cosa Nostra: volti familiari trasformati in vittime, memorie intime segnate dalla violenza. A Palermo, dice, “siamo cresciuti con la nevrosi come orizzonte, con il lutto come costellazione”. Il punto centrale dello spettacolo è la rievocazione dell’atroce omicidio di Giuseppe Di Matteo, il bambino rapito e tenuto prigioniero per 778 giorni, poi strangolato e sciolto nell’acido. Un delitto che segna uno spartiacque nella coscienza collettiva: qui la mafia cessa di essere ombra, e si manifesta come puro orrore, come male assoluto. Autoritratto diventa allora un atto di resistenza emotiva, un’orazione civile che interroga la Storia attraverso i codici del teatro siciliano: corpo, cunto, dialetto, canto, pupi. Con la forza della parola e della presenza scenica, Enia compone una tragedia contemporanea in cui convivono la confessione, la denuncia, la preghiera e il dubbio. È un tentativo doloroso e necessario di dare forma a ciò che sfugge, di nominare l’innominabile, di affrontare la mafia partendo da dentro, da quella parte di noi dove il silenzio ha sempre avuto troppo spazio.
- Una piccola Odissea | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli Una piccola Odissea di e con Andrea Pennacchi musiche dal vivo di Giorgio Gobbo, Gianluca Segato, Annamaria Moro produzione Galapagos e Teatro Boxer Foto © Sonia De Boni Giovedì 9 aprile 2026 | ore 21.00 Scopri gli abbonamenti Acquista il biglietto Sono bastate poche pagine di una vecchia edizione danneggiata dell'Odissea - un dono inaspettato del padre allo stand libri della festa dell’Unità di quartiere - per incendiare l’immaginazione di Andrea Pennacchi fin dai tempi della scuola media. In quel testo l’eroe mitico si mescolava alle ombre della sua famiglia: un padre tornato dal campo di concentramento, una madre che resisteva tra lutti e speranze. Da quell’infanzia nasce il desiderio di raccontare. Una piccola Odissea prende vita come un atto d’amore per l’arte del racconto. Pennacchi costruisce una versione teatrale a più voci, che restituisce la coralità dell’epica omerica valorizzando la componente femminile e il lungo, autentico ritorno a Itaca. Non si tratta solo di un racconto, ma di un “racconto di racconti”, una maestosa cattedrale narrativa che lega miti, ricordi e vissuto quotidiano. La scena si apre nella capanna di Eumeo, il fedele guardiano dei porci. È qui che prende avvio la vera riconquista di Itaca, tra parole sospese, vissuti condivisi e la forza dell’immaginazione. Lo spettacolo esplora il modo in cui le storie si tramandano: attraverso la voce di Odisseo, dei compagni, di Telemaco, di Penelope, di aedi invisibili - fino a diventare parte di una memoria collettiva. In scena si intrecciano epica e quotidianità, passato e presente, padri e figli, guerre e speranze, con ironia e profondità. Andrea Pennacchi, già noto al grande pubblico per cinema e tv e premio Nastro d’Argento 2023, regala una performance intensa e intima, autentica celebrazione del narrare come atto di condivisione e resistenza culturale. Il tutto scandito da musiche dal vivo: la chitarra e voce di Giorgio Gobbo, la lap steel guitar di Gianluca Segato e il violoncello di Annamaria Moro, con la consulenza musicale di Carlo Carcano, in uno spettacolo che mescola il respiro dell’oralità alla sensibilità contemporanea.
- Vorrei una voce | Teatro Manzoni di Monza
Teatro Manzoni di Monza: un punto di riferimento per spettacoli teatrali, musica, danza ed eventi culturali. Scopri la stagione in corso e acquista i biglietti online. Tutti gli spettacoli Vorrei una voce di e con Tindaro Granata con le canzoni di Mina ispirato dall’incontro con le detenute-attrici del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina nell’ambito del progetto Il Teatro per Sognare di D’aRteventi diretto da Daniela Ursino disegno luci Luigi Biondi costumi Aurora Damanti regista assistente Alessandro Bandini produzione LAC Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco Foto © Masiar Pasquali Venerdì 8 maggio 2026 | ore 21.00 Scopri gli abbonamenti Acquista il biglietto Uno spettacolo intimo e potente, in forma di monologo, scritto e interpretato da Tindaro Granata.Vorrei una voce nasce da un’esperienza teatrale profonda e toccante vissuta dall’autore e attore siciliano nel Teatro Piccolo Shakespeare - all’interno della Casa Circondariale di Messina. Qui Granata ha lavorato con le detenute di alta sicurezza nel progetto Il Teatro per Sognare, diretto da Daniela Ursino. Attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, Granata ci guida in un viaggio tra libertà, identità e desiderio di riscatto, raccontando la perdita e la riconquista del sogno. Il sogno come forza vitale, come atto di resistenza, come urgenza emotiva. Quando non si sogna più, qualcosa dentro di noi muore. Le detenute del laboratorio e l’artista si scoprono uguali: reclusi, in modi diversi, ma accomunati da un bisogno disperato di esprimere sé stessi e recuperare quella voce interiore capace di dare senso all’esistenza. In scena, solo Granata. Ma insieme a lui vivono le storie di chi, nella vita, cerca riscatto. Ogni gesto, ogni playback sulle note di Mina diventa un atto liberatorio, una danza tra ricordi e desideri, tra fallimenti e nuove possibilità. Il riferimento è l’ultimo concerto di Mina alla Bussola, il 23 agosto del 1978: uno spazio simbolico, immaginifico, dove le donne del laboratorio hanno potuto ritrovare femminilità, emozioni, corpo e libertà – in un luogo che tende ogni giorno a negare tutto questo. Vorrei una voce è una dedica a chi ha perso fiducia, a chi ha smesso di credere nella gioia, a chi non riesce più a immaginare un futuro. È un inno struggente al potere salvifico dell’arte, al bisogno profondo di sentirsi vivi, di amare, di desiderare. È un grido dolce e irruente: “Voglio la mia voce. Voglio tornare a sognare.”







